On Those Days When It Felt Like Snow

(segue da qui)

Vi ricordate di me e mio fratello, rudemente avviluppati in strati e strati di indumenti sulle cui etichette il produttore vantava orgoglioso la totale assenza di qualsiasi caratteristica tecnica del tessuto in questione?

Ecco, era a quel punto che veniva servita la colazione.

Ci sono un paio di cose che dovreste sapere riguardo ai miei gusti culinari: fosse per me, pasteggerei a cose salate ad ogni ora del giorno e della notte (cose salate e Coca Cola, per la precisione). Fosse per mia mamma, dovrei nutrirmi esclusivamente di latte caldo (bleah) e fette biscottate con il burro e la marmellata di lamponi (bleah a strati). Visto che avevo tre/dieci anni, purtroppo, prevaleva la visione materna.

Mentre io e mio fratello incrementavamo la massa dei nostri acerbi corpicini grazie al contributo esclusivo degli zuccheri raffinati, la madre e la sua fidata affettatrice procedevano alla preparazione dei panini per il pranzo. Questo a circa cinque centimetri dalla mia scodella. Panini imbottiti di speck, pancetta, mortadella o lingua salmistrata, vale a dire il poker d’assi dell’odoroso orrore proteico, per quanto mi riguarda. Il mio -già pessimo- rapporto con il latte non ne ha guadagnato affatto.

Finita la nutrizione, leggermente nauseati dalla malefica combinazione di dose eccessiva di latte e abitini strizzavita che riducevano la capienza degli stomacini al contenuto approssimativo di un tappo da colluttorio medio, io e l’infante fratellino trascorrevamo alcuni interminabili minuti attendendo alla cura maniacale dei dentini. Dei dentini da latte. Erano così bianchi, alla fine, che quando ho iniziato a perderli mia nonna ne ha fatto incastonare uno in un pendente – episodio che ha sancito anche l’inizio della mia avversione per le catenine, ma questa è un’altra, disgustosa, storia.

La macchina che guidavamo in montagna era una Golf mia coetanea, caratterizzata da un insopportabile odore di umido che non spariva nemmeno ad agosto. Mia madre, comunque, lungi dallo sprecare l’occasione perfetta per una predica, ha sempre sostenuto che la colpa fosse delle merende che io e il sibling ci trovavamo costretti a consumare a bordo durante le interminabili pendolazioni tra casa e montagna (avevamo una capacità tutta speciale di azzeccare l’orario perfetto per ritrovarci in coda, pare. Anche quando la coda in questione era provocata da una frana o qualcosa di altrettanto semicasuale: noi c’eravamo, sempre). Verso la fine degli anni ’90 la macchina perse l’uso del riscaldamento, pecca che i miei genitori scelsero di considerare di ordine minore, “tanto la usiamo comunque solo per andare a sciare, e quindi siamo coperti bene”.

Avvolti nelle tute e nei plaid, calzini pelosi ai piccoli piedi gelati, io e i familiari partivamo dunque alla volta delle candide piste innevate. Appuntamento alla prossima puntata.

Annunci

11 thoughts on “On Those Days When It Felt Like Snow

  1. Adriana: per i primi cinque minuti, sì. Dopo subentra il desiderio di tornare al caldo e togliermi tutti i vestiti.

    (Ehm, un caldo intimo, raccolto, non un rifugio)

  2. Vaggiare in golf è un lusso mica da poco, dai.
    Vuoi mettere con la Fiat850 celestina con interni in fintoskai rosso a metà degli anni ’70?
    Che poi di noi nessuno sciava: si rotolava giù coi sacchi neri della spazzatura, qualcuno ricco e fortunato possedeva un bob, qualche temerario si gettava a cavallo di una pala.
    In più voi, ci scommetto, non avevate i piedi infilati nei sacchetti della spesa.
    Però finalmente si poteva attingere liberamente al thermos della cioccolata, oppure infilare la bottiglia di Sprite nella neve e berla gelata, come nella pubblicità.

    Abbiate pazienza, alla mia età è tutto un rimembrare e mormorare: “eeehhh ai miei tempi sì… mica adesso… o negli anni ’90… pfuì!”.

  3. In più voi, ci scommetto, non avevate i piedi infilati nei sacchetti della spesa.

    Niente spoiler, per favore! :P

  4. fette biscottate con il burro e la marmellata di lamponi

    Ti perdevi la perla calorica carboidrati raffinati + grassi saturi: le fette biscottate ricoperte di burro, a sua volta ricoperto di zucchero semolato. Un minuto in bocca, 10 anni sui fianchi!

    Il mio -già pessimo- rapporto con il latte non ne ha guadagnato affatto.

    Non è che per caso a seguito della calorica colazione tendevi alla vomitata attorno al quarto d’ora prima dell’arrivo alle famigerate piste? Sono io il il solo ad aver subito questa ulteriore sofferenza verso l’agognata (non molto da me, s’intende) località sciistica?

  5. Confesso che anche mia nonna ha fatto incastonare un mio dentino in un ciondolo.. Ma credo che la cosa abbia scatenato una reazione contraria alle tua, vista la mia passione per le collane.. :)

  6. Bambina degli anni ’80 (PRIMISSIMI), ho ancora l’incubo della famigerata TUTA INTERA.
    Ho da sempre la tendenza a bere dai 2 ai 4 litri d’acqua al giorno con ogni clima, e potete immaginarmi bambina mentre improvvisamente, dopo 1 ora passata in trance da gioco, mi rendevo conto che STAVO PER FARMELA ADDOSSO e non tutte le volte facevo in tempo ad arrivare al bagno. Le maestre dell’asilo mi odiavano.
    Trasportate il tutto sulle piste di Moena, con meno 4 e su una seggiovia dalla modesta durata di quaranta minuti: io e mia madre all’arrivo in cima ci siamo semplicemente girate e siamo tornati giù dirette, e la mia tuta è finita, con mia grande gioia, nel cestino.

  7. @eugenia: ti capisco.

    ma con gli scarponi da sci, noi femminucce,…come si fa a fare pipi? =_=
    non ci possiamo piegare…

    scusate la poca delicatezza…ma avete toccato il punto dolente N°2 delle escursioni sciistiche momottose… T_T

    Icci….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...