Cinque divertenti attività per un giorno di pioggia da pendolare

1) Indossare gli stivaletti di gomma. Meglio, stivaletti di gomma dall’imboccatura amplissima: bagnarsi i piedi dal sopra è parecchio più originale. Il riscaldamento incorporato della metropolitana permetterà il raggiungimento dello stadio “zuppa di gamberi” già all’altezza di Cernusco.  Se siete predisposti, perderete i primi pondoli prima di aver valicato i confini della cerchia urbana. Gioite.

2) Arrivare finalmente a comprendere la strategia occulta di ATM: indurre la popolazione dell’hinterland a trascurare progressivamente e infine a distaccarsi dalle preoccupazioni materiali (e dalle carriere scolastiche) semplicemente mantenendo fissa su 14/1 la proporzione mattutina di pullman in arrivo da Milano/diretti a Milano. Coerente  ribaltamento speculare della situazione in orario tardo-pomeridiano.

3) Rifiutare sdegnosamente offerte più che valide di ombrelli a poco prezzo, per poi lasciarsi prendere dallo sconforto pre-prandiale e comperare l’esemplare più brutto dell’intera provincia (e zone adiacenti). Mantenere un contegno appropriato mentre il venditore, imbarazzato dalla prepotente bruttezza dell’oggetto, applica spontaneamente uno sconto esorbitante.

4) Uscire a pranzo con persone dagli standard elevati, che si prendono gioco di un rispettabilissimo bar/paninoteca e lo schifano sulla mera scorta del difficile rapporto del vetrinista con l’ortografia delle parole straniere (parole difficili, tipo “TIKET”). Lasciarsi condurre dalle medesime persone nemiche degli ombrelli (“Hai mai visto Elvis Presley con un ombrello, tu? Ecco”) (Elvis non vagolava per Milano a Novembre) (e io non ho una chilata di brillantina ad impermeabilizzarmi la sommità) (dettagli) fino ad una seconda, lessicalmente impeccabile paninoteca/bar. La cui specialità è il Panino alla Peperonata e Salsiccia. Evitare come la peste il panino succitato.

5) Assistere in prima persona al dispiegamento più vibrante, efficace e pervasivo delle forze sabotative anti-capitalismo ATM di cui al punto due: moduli per il rinnovo delle tessere abbonamento estinti in tutta Milano, ATM Point di Centrale chiuso per blocco del computer, macchinette automatiche con la fessura delle monete in panne (“Dammi venti euro, coraggio, riceverai in cambio il tuo prestigioso biglietto urbano. Ah, volevi anche il resto? Ah ha ha, burlone!”). Ammutinarsi e coprire l’intera tratta interurbana armate solo di biglietto ordinario (AH!). Sentirsi meno sola osservando gli adesivi “Buffoni, questa cartina è AL CONTRARIO” con cui qualcuno sta tappezzando le mappe nei vagoni della MM2. Riuscire finalmente nell’impresa di pagare 65€ per il privilegio di riabbonarsi ai mezzi. Aspettare 36 minuti il pullman del ritorno, tanto per non farsi mancare nulla. Meditare gesti plateali.

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11 thoughts on “Cinque divertenti attività per un giorno di pioggia da pendolare

  1. Bei ricordi ^_^

    In ogni caso: anche fossero stivaletti di gomma stretti, l’acqua entra lo stesso.. è un principio inevitabile.

    Dovresti concederti un viaggio sul regionale per TO, quelli della sera, mi raccomando.
    Regalano sempre nuove esperienze…ç_ç le care 6/7 fermate del delirio.

    Bacissimi
    Momo

  2. Quella cosa della mappa delle metro al contrario le ho notate anche io… le hanno cambiate di colpo una notte… alla mattina la popolazione di milano si è svegliata e non sapeva più da che parte andare, come quando hanno hanno costruito il muro di berlino, tutto in una notte.
    Bhè ecco forse non è la stessa stessa cosa, però la sensazione di spaesamento che pago 30 Euro ogni mese ecco…. per tutto il resto c’è mastercard.

  3. Brutto MA funzionante. Il next level è, affrettati dalla sveglia che non è suonata (secondo la Motorola, se imposto la vibrazione per le chiamate, evidentemente avrò anche il sonno abbastanza leggero da sentire la sveglia. Certo.), arraffare ignari un ombrellino portatile che qualche mente diabolica ha provveduto a richiudere e posizionare tra quelli funzionanti, anche se non integri, e scoprire, a 100 metri da casa ed evidentemente troppo in ritardo per tornarci, che è rotto. Aspettare conseguentemente il bus per 10 minuti ad una fermata senza pensilina, cercando invano protezione sotto una siepe in mancanza di alberi nelle vicinanze.

  4. Voglio una spiegazione più chiara di come si può cercare riparo sotto una siepe, caro. Preferibilmente illustrata.

    (Posto che per “siepe” voialtri piemontesi non intendiate qualcosa di differente da quello che intendo io, e che non mi sembra offra grande protezione dalla pioggia)

  5. Oh, cara, ti capisco.
    E le mappe al contrario le ho notate anche io… solo a Milano è possibile.

    “La tua amica che ha appena passato un totale di 24 ore in 2 giorni a lavorare a Malpensa”

  6. Non credo molto nel “mal comune mezzo gaudio”, comunque anche chi fa il pendolare verso Roma vive situazioni del tutto analoghe.

    Se vogliamo dirla tutta non è che le giornate di sole con il caldo siano molto meglio, con i condizionatori a volte spenti (regolarmente accesi qualche giorno fa anche alle 6 di mattina, con la gente incappottata) e la chiusura totale di tutta l’acqua di tutte le fontanelle della stazione Termini!!! Inoltre i bagni della stazione Termini sono ormai a pagamento: 80 centesimi per entrare (e trovare la stessa situazione di prima).

    Anche io ho pensato concretamente all’ipotesi del sabotaggio, vale a dire un malefico disegno regionale o nazionale che ha lo scopo di allontanare i provinciali dalla capitale.

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